Macelleria Hamburgheria Da Gigione …Il Compleanno!!!

Oggi sono entrato nella tana del bianconiglio, l’ho fatto in punta di piedi, l’ho fatto con rispetto, l’ho fatto con timore. Grazie ad un contest su Yelp ho avuto la fortuna di essere invitato alla presentazione del nuovo menù in occasione del compleanno,  3 anni di attività, della più che famosa macelleria hamburgheria di Pomigliano D’arco. Mi aspettavo una paninoteca e mi son ritrovato nel paese delle meraviglie per i food addicted. Etichettare da Gigione come posto dove è possibile mangiare un gustoso panino è riduttivo, aggiungerei quasi offensivo!!! Da Gigione è la casa di una famiglia che ha dedicato la sua esistenza alla ricerca dei sapori …sapori di un tempo. Ogni portata è stata creata e pensata per suscitare un ricordo, una emozione, per stuzzicare i sensi…ma soprattutto ogni piatto è pensato!!!

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Ristorante al Convento … la generosità!!!

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Percorro i tornanti della costiera e torno criaturo,  mi rivedo affacciato al finestrino della 1100 blu metallizzato di mio padre a scrutare l’infinito del mare mentre lui, serio ed impettito, affronta le curve che si susseguono. Di tanto in tanto guarda mia madre,  che col suo elegante vestito a fiori, pare una turista tedesca intenta ad acchiappare anche il più flebile raggio di sole. Erano soliti fantasticare su quale villa si sarebbero comprati ed ogni volta ne sceglievano una diversa e puntualmente ci si fermava davanti ad un cancello o portone e mia mamma esclamava “ecco qua siamo arrivati… papà prendi le chiavi”.

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Palazzo Petrucci … Cambio di punto di Vista!!!

Palazzo Petrucci ha cambiato punto di vista ed io, che da sempre ho avuto una affezione per questo locale, volevo in qualche modo essere parte di questo cambiamento.

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Palazzo Petrucci ha cambiato punto di vista ed io,  che da sempre ho avuto una affezione per questo locale,  volevo in qualche modo essere parte di questo cambiamento. Palazzo Petrucci è stata la mia prima meta da quando decisi di avvicinarmi alla cucina come dire … ricercata. Volevo capire il motivo del matrimonio tra gamberi e mozzarella, volevo capire perché uno chef servisse il quinto quarto di un astice, volevo capire perché la sacra pastiera dovesse essere destrutturata e servita in un bicchiere da cocktail!

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Ristorante Maria Grazia … pensando a Cannavacciuolo!!!

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Domenica di fine Ottobre, tempo ancora mite, bollettino del traffico ottimo si decide di andare a respirare un po’ d’aria di mare. L’idea è pranzare in riva al mare, un lusso che in pochi possono permettersi di offrire  e se a questo aggiungi che si decide di andare dagli inventori dei famosi spaghetti alla Nerano, le premesse diventano ottime e chiaramente anche le aspettative sono tante.

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50 Kalò …lo stomaco!!!

La fama  di una pizzeria si misura da quanto è lunga la fila fuori. Se in voga lo sai da tutti i selfie che pubblicano i pizzaioli con vip, calciatori e veline di turno…inclusi i vari gastrofighetti. Io invece ho un metodo infallibile mi affido al mio stomaco in quanto la bravura di un pizzaiolo è direttamente proporzionale alla digeribilità del suo impasto e quando ti alzi dal tavolo ne mangeresti ancora un’altra sai che il posto è quello giusto. Se a questo aggiungiamo altri particolari come: la lunghezza della carta delle birre e dei vini;  una selezione maniacale degli ingredienti utilizzati…signori questo è il posto giusto per voi. Non vi resta che attendere buoni buoni che si liberi un tavolo ed entrare… Ma io stasera sono fortunato c’è la mia amica di Yelp Rosita che ha pensato a tutto e l’attesa è brevissima. Entrati ti ritrovi subito di fronte al bancone dove vengono preparate le famose pizze.

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Locanda le Tre Sorelle….la reminescenza!!!

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Percorrendo la strada che mi porta alla Locanda le tre sorelle ritorno a quando ero bambino. Mio padre alla guida della sua simca 1000 arancione si inerpicava per le viuzze tortuose che portavano a Casalvelino da Castellabate passando per Acciaroli  per poi giungere a Pioppi. Puntualmente raccontava che giovanotto col padre e la madre si avventuravano su quelle strade ed il nonno, seduto sul sedile del passeggero con l’immancabile coppola, prendeva il fucile e lo teneva stretto tra le gambe pronto a sparare perchè quella era terra di briganti e non si poteva mai sapere cosa ti si parasse davanti. Ed io bambino, tutte le volte, che sentivo questo racconto sorridevo pensando al nonno…. ed oggi continuo a farlo pensando a mio padre e mio nonno. Qualche anno dopo giovanotto anche io accompagnavo dei miei prozii che,  puntualmente, ogni settembre scendevano dal nord con una malandata 128 per andare in quei luoghi. Ricordo ancora il pacchetto di marlboro, con l’ultima sigaretta ingiallita dal tempo, posto sul cruscotto a monito che da tempo aveva smesso di fumare. Durante le ore che ci volevano per arrivare pensavo ma chi glielo fa fare di affrontare tante ore di macchina per venire fino a qui… ma poi il mare, immenso, blu, la brezza fresca ed il profumo delle ginestre mi fornivano la risposta.

Oggi come allora percorrendo, adesso, la cilentana penso a quei tempi, in cui alle 4 del mattino mio zio batteva piano alle imposte della finestra per non svegliare gli altri ed io già sveglio da tempo balzavo giù dal letto per andare a pescare. Ci recavamo sul molo antistante il porto di Casalvelino e li mettevamo le nasse per i gamberetti e tenevamo da parte le lenze per le murene … che non si sa mai!!!

In tarda mattinata tornavamo a casa con il bottino di gamberetti di nassa che saltavano nel secchio per poi divorarli a pranzo.  Tutto questo preambolo per dirvi che questi sono stati i gamberi che ci sono stati serviti alla Locanda le tre Sorelle una sera di Luglio a cena. Gamberi di nassa freschissimi in un bignè salato ripieno di ricotta e zest di limone.

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Ed un sorriso si dipinse sulla mia faccia per aver ritrovato quei sapori andati da molto tempo e quindi fu facile anche decidere cosa prendere per antipasto.

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Patate lesse, alici di menaica sabbiate, gamberi rossi di nassa ed a finire zest di limone, un piatto epico per la materia prima utilizzata e la commistione di sapori. L’amido della patata, unita alla croccante sapidità delle alici, la dolcezza dei gamberi e la nota agrodolce dello zest di limone.

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Per primo optiamo per le tagliatelle di farro, alici di menaica, pomodorino giallo e cacioricotta cilentana. Anche qui grande materia prima e sapori decisi di mare a coprire il cacioricotta ed il pomodorino giallo.

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La locanda è molto bella con un patio rivestito in cotto che affaccia sulla splendida valle e la infinity pool. La definirei un luogo intimo che i proprietari custodiscono con gelosia. Noi abbiamo avuto anche la fortuna di soggiornarci nel fine settimana visto che mettono a disposizione alcuni appartamenti.

Da segnalare la carta dei vini con proposte del territorio. Qui per la prima volta ho potuto assaggiare uno dei fiano che mi sono piaciuti di più nell’ultimo decennio …. e dire che ne ho assaggiati tanti :D.

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Naturalmente parlo del Tresinus della Agricola San Giovanni, un fiano potentissimo, stranamente sapido e da marcati sentori di affumicato, almeno quello del 2013 che, ahimè,  ormai è introvabile.

In definitiva una locanda elegante dove lasciarsi andare alla reminescenza dei tempi che furono facendosi coccolare dalla brezza marina che sale fin su a Casalvelino città e dall’ottima cucina con prodotti locali freschissimi.

Due Cannoni … Fate i ravioli non … la Guerra !!!

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A distanza di un anno siamo ritornati a trovare quel mio collega che ogni giorno si fa 240 km per venire al lavoro ed io tutte le volte lo guardo e gli domando … ma perchè !!!! E lui con la sua faccia serafica puntualmente mi risponde, perchè la sera quando torno a casa mi sento in pace!!!!  Anche questa volta, l’occasione è stata un pranzo in un ristorante della zona “Due Cannoni” ed una splendida passeggiata all’oasi della caccia presso Senerchia, per preparare la pancia 🙂 . La prima volta che mi ha proposto la cosa ho risposto … ” SE… che!!!”.  Da tempo parlavamo di un incontro conviviale tra colleghi e noi topi di città e svegliati all’alba di un sabato mattina di un settembre afoso come non mai ed abbiamo percorso questi famosi 240 km per godere di uno spicchio di pace!!! Leggi tutto “Due Cannoni … Fate i ravioli non … la Guerra !!!”

Agricola San Giovanni …. la Terra!!!

Non ho le competenze per descrivere la bontà di un vino, le note olfattive, riconoscerne i difetti, ho solo una conoscenza di base frutto delle mie tante escursioni in cantine, letture…. ma fondamentalmente fatta di bevute :D.

Oggi vi racconterò di una mia bevuta e di un posto che definire unico è riduttivo. L’agricola SanGiovanni si trova a Castellabate, zona Lago a punta Tresino. Raggiungerli non è stato semplice il navigatore non aiuta e le persone del posto non ne conoscono l’esistenza.

L’abbiamo scoperta a cena alla locanda delle tre sorelle, per caso, era in carta un fiano che non conoscevo, non ero molto contento del prezzo visti i ricarichi medi del ristorante… ma l’ho provato. Fiano Tresinus del 2013, di un colore giallo carico, andante sull’ossidante segno di una permanenza in barrique, all’olfatto uno strano sentore di affumicato che poi si apre ai tipici profumi floreali. Il vino è particolarmente denso quasi fosse concentrato, ne rimango molto contento e stupito.

Alla fine della cena chiedo maggiori informazioni e la chef, contenta che mi sia piaciuto, mi dice è un posto unico al mondo dovete andarci, ed il giorno dopo chiamo la cantina e ci mettiamo in cammino.

Le stradine del cilento sono tortuose ed il satellitare mi porta verso la caotica Castellabate, convinto di aver sbagliato indirizzo inizio a chiedere indicazioni ma nessuno ci sa aiutare. Consulto il sito e continuo nella mia ricerca inoltrandomi nella zona lago. Mentre sto per arrendermi mi fermo da un fruttivendolo e richiedo e lui mi dice: “devi continuare stanno sotto la montagna, fermati davanti ai piloni mobili e chiama in cantina”.

Ci viene detto di seguire la strada e di scegliere il bivio a sinistra, ed io che pensavo di essere arrivato :). Ci inerpichiamo per la stradina sterrata e dietro di noi si infila una famiglia tedesca ed penso subito che hanno sbagliato strada. Circa 1 km di strada sterrata che costeggia la montagna ed a picco sul mare, qualcosa di stupendo ed unico, ed ecco il cartello ed il bivio… i tedeschi continuano a seguirci :).

Intorno a noi tutta macchia mediterranea, il blu del mare e la famosa strada sterrata, Rossella inizia a guardarmi in modo strano e fortunatamente Giulio dorme da tempo.

Finalmente arriviamo,  passiamo tra i vigneti ed un po’ più si erge quello che un tempo doveva essere una cascina agricola nella tipica pietra viva cilentana.

Ad accoglierci un grosso cagnone, 2 cavalli ed un fantastico gazebo con visto sul golfo con tavolo dove solitamente si svolgono le degustazioni…la cosa inizia a farsi interessante :).

La cantina è piccola come del resto anche le vigne non sono molto estese, pochi ettari a picco sul mare strappati alla macchia mediterranea, con viti che vanno dai 5 ai 30 anni, non in regime biologico certificato, in quanto mi dicono che il disciplinare è a volte lacunoso e loro preferiscono seguire i ritmi della natura. Per il tresinus se l’annata non lo permette non vendemmiano!!!

Veniamo accolti da Ida, moglie di Mario,  che cura l’azienda insieme al marito e si occupa dell’accoglienza, mentre il marito segue più direttamente la produzione. Ci racconta che vivono qui da poco più di 15 anni, inizialmente senza neanche l’energia elettrica, immersi nella natura incontaminata in uno dei posti più protetti del parco del Cilento e Vallo di Diana… e signori miei non ci sono parole più vere per descrivere il posto io avrei aggiunto … sperduti dal mondo e dal padreterno!!!!

Iniziamo la degustazione, ci vengono descritte le varie fasi produttive e i tipi di vini che producono … chiaramente dopo una passeggiata del genere li assaggiamo tutti :D.

Qualche mia nota personale, come vi dicevo senza alcuna pretesa non essendo del mestiere:

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Paestum Bianco: Colore giallo paglierino, fiano, trebbiano ed una piccola percentuale di greco. Colore giallo paglierino, molto profumato, essenzialmente sapido e stranamente denso, chiedo se fa legno, mi viene risposto che caratteristica dei loro vini sono proprio la sapidità e la densità del liquido dato soprattutto dall’esposizione delle piante al mare ed al terreno molto esposto ai raggi caldi del sole. Fresco, buono dal prezzo interessante.

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Tresinus: Fiano al 100% fatto dalle vigne più vecchie di oltre 30 anni, vendemmiato solo in annate che lo consentono. Il vino è molto chiuso ed i profumi si aprono piano, piano, strano sentore di affumicato, erba e poi il floreale a finire. Questo ancora più denso dell’altro come se avesse fatto passaggio in barrique, ma non è così, solo acciaio, direi stupefacente uno dei migliori assaggi fatti negli ultimi anni!!!

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Maroccia: Fiore all’occhiello dell’azienda, aglianico in purezza con un passaggio in barrique, se non ho capito male utilizzano quasi il disciplinare del taurasi. 15° gradi di puro godimento, all’olfatto colpiscono gli odori di spezie, all’assaggio la prima nota è quella del tannino, il colore è un rosso cupo tendente al nero che letteralmente tinge il bicchiere quando viene versato, anche questo molto denso e con un particolarissima seconda nota di spezie tendente al pepe, cosa che mi viene confermata da Ida.

Insomma che dire, ne sono rimasto stupito ed incantato avrei voluto avere più tempo per approfondire la storia che c’è dietro alla scelta di abbandonare tutto e produrre vino, ma poi mi sono detto che, molto probabilmente anche loro, sono stati rapiti dall’estrema bellezza del posto e perdutamente innamorati hanno deciso di abbandonarsi ad essa… la natura incontaminata!!!

Grazie Ida e Mario per il bellissimo pomeriggio e l’ospitalità riservataci!!!

Agricola San Giovanni …. la Terra!!!

Non ho le competenze per descrivere la bontà di un vino, le note olfattive, riconoscerne i difetti, ho solo una conoscenza di base frutto delle mie tante escursioni in cantine, letture…. ma fondamentalmente fatta di bevute :D.

Oggi vi racconterò di una mia bevuta e di un posto che definire unico è riduttivo. L’agricola SanGiovanni si trova a Castellabate, zona Lago a punta Tresino. Raggiungerli non è stato semplice il navigatore non aiuta e le persone del posto non ne conoscono l’esistenza.

L’abbiamo scoperta a cena alla locanda delle tre sorelle, per caso, era in carta un fiano che non conoscevo, non ero molto contento del prezzo visti i ricarichi medi del ristorante… ma l’ho provato. Fiano Tresinus del 2013, di un colore giallo carico, andante sull’ossidante segno di una permanenza in barrique, all’olfatto uno strano sentore di affumicato che poi si apre ai tipici profumi floreali. Il vino è particolarmente denso quasi fosse concentrato, ne rimango molto contento e stupito.

Alla fine della cena chiedo maggiori informazioni e la chef, contenta che mi sia piaciuto, mi dice è un posto unico al mondo dovete andarci, ed il giorno dopo chiamo la cantina e ci mettiamo in cammino.

Le stradine del cilento sono tortuose ed il satellitare mi porta verso la caotica Castellabate, convinto di aver sbagliato indirizzo inizio a chiedere indicazioni ma nessuno ci sa aiutare. Consulto il sito e continuo nella mia ricerca inoltrandomi nella zona lago. Mentre sto per arrendermi mi fermo da un fruttivendolo e richiedo e lui mi dice: “devi continuare stanno sotto la montagna, fermati davanti ai piloni mobili e chiama in cantina”.

Ci viene detto di seguire la strada e di scegliere il bivio a sinistra, ed io che pensavo di essere arrivato :). Ci inerpichiamo per la stradina sterrata e dietro di noi si infila una famiglia tedesca ed penso subito che hanno sbagliato strada. Circa 1 km di strada sterrata che costeggia la montagna ed a picco sul mare, qualcosa di stupendo ed unico, ed ecco il cartello ed il bivio… i tedeschi continuano a seguirci :).

Intorno a noi tutta macchia mediterranea, il blu del mare e la famosa strada sterrata, Rossella inizia a guardarmi in modo strano e fortunatamente Giulio dorme da tempo.

Finalmente arriviamo,  passiamo tra i vigneti ed un po’ più si erge quello che un tempo doveva essere una cascina agricola nella tipica pietra viva cilentana.

Ad accoglierci un grosso cagnone, 2 cavalli ed un fantastico gazebo con visto sul golfo con tavolo dove solitamente si svolgono le degustazioni…la cosa inizia a farsi interessante :).

La cantina è piccola come del resto anche le vigne non sono molto estese, pochi ettari a picco sul mare strappati alla macchia mediterranea, con viti che vanno dai 5 ai 30 anni, non in regime biologico certificato, in quanto mi dicono che il disciplinare è a volte lacunoso e loro preferiscono seguire i ritmi della natura. Per il tresinus se l’annata non lo permette non vendemmiano!!!

Veniamo accolti da Ida, moglie di Mario,  che cura l’azienda insieme al marito e si occupa dell’accoglienza, mentre il marito segue più direttamente la produzione. Ci racconta che vivono qui da poco più di 15 anni, inizialmente senza neanche l’energia elettrica, immersi nella natura incontaminata in uno dei posti più protetti del parco del Cilento e Vallo di Diana… e signori miei non ci sono parole più vere per descrivere il posto io avrei aggiunto … sperduti dal mondo e dal padreterno!!!!

Iniziamo la degustazione, ci vengono descritte le varie fasi produttive e i tipi di vini che producono … chiaramente dopo una passeggiata del genere li assaggiamo tutti :D.

Qualche mia nota personale, come vi dicevo senza alcuna pretesa non essendo del mestiere:

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Paestum Bianco: Colore giallo paglierino, fiano, trebbiano ed una piccola percentuale di greco. Colore giallo paglierino, molto profumato, essenzialmente sapido e stranamente denso, chiedo se fa legno, mi viene risposto che caratteristica dei loro vini sono proprio la sapidità e la densità del liquido dato soprattutto dall’esposizione delle piante al mare ed al terreno molto esposto ai raggi caldi del sole. Fresco, buono dal prezzo interessante.

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Tresinus: Fiano al 100% fatto dalle vigne più vecchie di oltre 30 anni, vendemmiato solo in annate che lo consentono. Il vino è molto chiuso ed i profumi si aprono piano, piano, strano sentore di affumicato, erba e poi il floreale a finire. Questo ancora più denso dell’altro come se avesse fatto passaggio in barrique, ma non è così, solo acciaio, direi stupefacente uno dei migliori assaggi fatti negli ultimi anni!!!

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Maroccia: Fiore all’occhiello dell’azienda, aglianico in purezza con un passaggio in barrique, se non ho capito male utilizzano quasi il disciplinare del taurasi. 15° gradi di puro godimento, all’olfatto colpiscono gli odori di spezie, all’assaggio la prima nota è quella del tannino, il colore è un rosso cupo tendente al nero che letteralmente tinge il bicchiere quando viene versato, anche questo molto denso e con un particolarissima seconda nota di spezie tendente al pepe, cosa che mi viene confermata da Ida.

Insomma che dire, ne sono rimasto stupito ed incantato avrei voluto avere più tempo per approfondire la storia che c’è dietro alla scelta di abbandonare tutto e produrre vino, ma poi mi sono detto che, molto probabilmente anche loro, sono stati rapiti dall’estrema bellezza del posto e perdutamente innamorati hanno deciso di abbandonarsi ad essa… la natura incontaminata!!!

Grazie Ida e Mario per il bellissimo pomeriggio e l’ospitalità riservataci!!!

President Pompei… L’ospitalità!!!

L’ospitalità è un arte e Paolo, patron del neo stellato President, ne ha fatto una ragion di vita ed è una prerogativa del suo ristorante. Non c’è che dire fin dalla telefonata di prenotazione ti fa sentire a tuo agio e ci si sente legati da una amicizia di lungo corso. Il ristorante è dotato di ampio spazio esterno ed è un locale per le grandi occasioni. Appena entrati veniamo accolti da patron di casa che ci fa gli onori e ci chiede di scegliere il tavolo….. Il modo migliore di iniziare una cena? un bel bicchiere pieno di prosecco :). Leggi tutto “President Pompei… L’ospitalità!!!”