Napoli è cambiata!!! Guida ragionata e sragionata per emigranti… Nostalgia Canaglia!!!

Napoli…ora di pranzo, lungomare… piano lungo su castel dell’ovo ed il golfo. Un uomo, corredato di macchina fotografica e lonely planet, chiede una margherita. Pochi minuti e gli viene servita fumante. L’uomo,  irritato,  chiama il cameriere, facendo girare gli astanti. Il cameriere lo ascolta e lo invita a ripetere, perché non coglie a pieno cosa gli sta dicendo. Il turista, sempre più irritato, in un concitato inglese gli dice… più o meno “non è possibile che la pizza sia già pronta è passato troppo poco tempo” e pretende una nuova pizza, perchè quella servita è  vecchia o di qualcun altro!!!

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Sciardac…Tu vuò fa' l'americano!!!

Domenica, sole o come direbbe il protagonista della famosa canzone di Carosone, It’s a sunny sunday. I miei compagni di scorribande mi propongono Sciardac a Bacoli… io obbedisco,anche se ricordavo che fosse una bakery in stile americano da poco visitata dagli amici de allassaggio.itContinue reading “Sciardac…Tu vuò fa' l'americano!!!”

It's Fucking Sunday… Pancake!!!

Metti che scherzando con una collega, in partenza per una breve vacanza in Canada, le chiedi di portarti le famose caramelle all’acero. Metti che lei ti prenda sul serio. Metti la sorpresa che al suo ritorno, oltre le caramelle,  ti porti una bottiglia di sciroppo. Te che fai? Inizi a cercare come un matto, nei vari supermercati, il preparato per pancake, non lo trovi ti incazzi e decidi di:

  1. Trasformarti in un negromante e scrutare i link che ti propone google come se fossero le viscere di qualche animale per leggerne il futuro.
  2. Far apparire magicamente nel frigo e nella dispensa tutti gli ingredienti meno uno.
  3. Ricordi, casualmente a tua moglie, che è necessario prendere delle uova fresche… l’ingrediente mancante.
  4. Lasci, in bella mostra, la bottiglietta di sciroppo d’acero in modo che lei possa vederla.

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Mercato Centrale Roma… Capita!!!

Capita che sei dì passaggio nel Lazio, capita che ti ricordi che in settimana hanno aperto un nuovo posto dove ci sono tante cose buone e allora capita che fai una deviazione di 100 km per andare a toccare con mano se tutto quello che hai sentito e letto sia vero. Poco importa se devi affrontare il Grande Raccordo Anulare ed immergerti in quella gran bolgia di Roma. Poco importa se ti strombazzano dietro augurandoti li meglio morti!!! L’importante è capire bene cosa assagiare e trovare un trofeo da portare a casa… quindi via di filato al Mercato Centrale di Roma.

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Giacaranda…Il Cilento Racconta!!!

Il Cilento racconta tante storie. Narra di una natura incontaminata che sfocia nel blu del mare, di una terra aspra e dura da zappare, ma che dona frutti unici. Racconta di mani segnate dai calli, di muli sovraccarichi e di fazzoletti neri avvolti intorno ai capelli delle donne. Racconta dell’eterna lotta vissuta dai suoi abitanti… Con le sue contraddizioni, con il suo elogio alla lentezza, ma soprattutto, con i suoi segreti ben celati alla vista. Continue reading “Giacaranda…Il Cilento Racconta!!!”

Palazzo Seneca ed il suo Ristorante Vespasia … La Bella Vita!!!

Cosa è che vi fa sentire bene? Quale è il vostro concetto di “Bon Vivre” per dirla alla francese? O ancora, utilizzando un gergo in uso nel napoletano,  cosa è che vi fa “Pariare”?

Ognuno di noi ha una sua idea, una sua visione della “Bella Vita”, la ricerca del benessere, inteso come stare bene,  è un fattore comune a tutti. Gli uomini, in generale, hanno idealizzato  il benessere con il possesso, con il danaro, quello che veniva definito da San Francesco come lo “Sterco del Diavolo” … ma siamo certi che il benessere, “La Bella Vita” sia da accomunare solo e soltanto a questi 2 aspetti?

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La montanara… Oggi a otto!!!

Oggi a otto, era la litania che si sentiva risuonare per le strade di Napoli a significare che, anche se senza soldi, potevi mangiare una pizza fritta o una montanara, oggi per poi pagarla tra 8 giorni. Delle montanare se ne fa menzione a partire dalla fine del 1500, periodo in cui nacque il cibo da strada a Napoli. Figlia diretta della zeppola o pasta cresciuta, non è chiaro il nome da cosa abbia avuto origine, molto probabilmente dall’usanza dei montanari di cibarsi di pane molto unto, condito con salsa di pomodoro.

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Masseria Guida …'O Piennolo!!!

‘O Piennolo del Vesuvio è uno dei simboli di Napoli, per la sua bontà, facilità d’utilizzo e reperibilità durante tutti e 12 i mesi dell’anno,  da centinaia di anni, ha guadagnato il cuore dei napoletani ed un posto sul presepe.

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Il pomodorino del piennolo viene coltivato sulle pendici del Vesuvio, i contadini nel corso degli anni ne hanno selezionato maniacalmente i diversi cultivar e biotipi. L’unicità sta nel fatto che le scocche o ciocche, di varietà diverse di pomodori,  vengono legate tra di loro a formare un unico corpo…il famoso piennolo. Masseria Guida è proprio questo una commistione di elementi disgiunti: l’orto, l’arte, la tradizione e questi uniti a grappolo formano un prodotto degno di nota.

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Il ristorante si trova alle Pendici del Vesuvio abbarbicato su un fianco dello “sterminator Vesevo”. Parcheggi ed in pochi passi raggiungi il loro orto attraversando un ponticello sospeso su uno degli antichi canaloni che servivano al fluire delle acque in tempi remoti.

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L’orto è ben curato e vi accoglie con quello che sono i simboli del Vesuvio, i pomodorini sia gialli che rossi, diversi alberi delle famose crisommole e poco più in sù si staglia la Masseria Guida. Lungo il vialetto degli arredi, che poi ho scoperto essere opere d’arte, molto simpatici, sono di un artista napoletano che riadatta oggetti di uso quotidiano. In questo caso delle carriole si trasformano in colorate poltrone. Camminando tra i piccoli appezzamenti di erbe aromatiche ed ortaggi di stagione, un’altra installazione, un bellissimo cavalluccio a dondolo di 2 metri ed oltre.

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Ci accomodiamo nella bella sala, la ristrutturazione è stata fatta senza stravolgere l’essenza dell’edificio originale, mettendo in risalto il bellissimo soffitto a volta in pietra, il portone d’ingresso, il vecchio è imponente torchio…c’è persino un pozzo artesiano!!!

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Le sale sono intime e curate ed al piano di sotto c’è una interessante cantina con il soffitto in vetro che lascia intravedere le centinaia di bottiglie presenti sugli scaffali.

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Il menù è vario, con portate sia di mare che di terra ed i piatti incuriosiscono. Dall’entrè servita si inizia a capire il tipo di cucina che ci attende, innovativa ma molto legata alla tradizione ed al territorio.

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Una frolla salata con ricotta di fuscella e provola, a farle compagnia un pomodorino del loro orto, il controsto che ne risulta tra il sapido ed il dolce della pasta frolla e della ricotta è interessante.

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Nel menù ci sono le capesante e non possiamo esimerci da ordinarle, rappresentano uno dei miei pallini gastronomici e  la descrizione del piatto mi incuriosisce non poco.

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Capesante alla carbonara e crema di broccolo romano, buona la cottura, ottimo l’accostamento con lo zabaione.  La nota croccante del guanciale, la frescezza del cavolo e la sapidità del pecorino e del fagiolino di mare appena accennata costruiscono un ottimo piatto.

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Continuiamo con un secondo antipasto espressione della loro essenza con tutti ingredienti provenienti dall’orto che circonda la masseria.
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Una lavagna sulla quale stanno scrivendo giorno dopo giorno la loro storia: al centro i pomodori ed alcuni ortaggi di loro produzione, ai lati una serie di piatti tradizionali molto ben eseguiti.

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Fiorilli ripieni di ricotta, parmigianina di melanzane, fuori croccante e morbida da sciogliersi in bocca dentro.
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ed infine il peperone ripieno ed una gustosa crocchetta di patate.
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Le star restano, in ogni caso, i loro ortaggi, cotti in maniera da esaltarne il sapore e la freschezza.
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Il primo è un raviolo ripieno di parmigiana, la pasta ha un bel colore verde acceso perchè fatta utilizzando il profumatissimo basilico, a copertura  una fonduta di fiordilatte abbrustolita .

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La salsa di pomodoro utilizzata è molto dolce e poco acida, non mi sono potuto esimere dal dal fare la scarpetta…secondo me è il miglior complimento che possa ricevere un cuoco!!!

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I piatti classici e gli ingredienti sono il loro cavallo di battaglia, l’ho capito subito da come si leccava i baffi mio figlio mentre gustava i suoi candellotti alla genovese.

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I dolci freschi, estivi,  molto equilibrati nei sapori, mi sarei aspettato almeno una nota di testa a caratterizzarli, ma nel complesso non male. Yogurt,  more e sorbetto al  limone.
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Cremoso al cioccolato, cannella ed arancia.
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In definitiva una bella esperienza dove elementi della tradizione come la cucina, il luogo, l’orto ben si amalgamano alla moderna ristrutturazione della masseria, agli accostamenti innovativi nei piatti, alla freschezza dei giovani proprietari ed al garbo dei camerieri di sala.

Tuna Restaurant …l'odore del mare!!!

Vi siete mai chiesti che odore ha il mare? Mia nonna mi diceva sempre che ha il profumo dello iodio e respirare aria di mare è molto salutare, fa venire fame!!! Io la fame da piccolo non l’ho mai avuta… la fame. Di aria di mare ne respiravo tantissima e mentre lo facevo, mi chiedevo come mai, pur essendo il mare blu, la tintura di iodio fosse di un rosso carico e che bruciasse così tanto. Più in là negli anni scoprii che lo iodio è l’elemento numero 53 della tavola chimica di colore blu scuro e che se riscaldato emette un odore pungente e nauseante… Non l’ho mai detto a mia nonna ed ancora devo capire perchè brucia!!! Continue reading “Tuna Restaurant …l'odore del mare!!!”