Pizzeria Sorbillo, Margherita Extra… la mia nuova fidanzata!!!

I miei occhi furono rapiti dalle sue forme rotonde e rigonfie nei punti giusti. Il suo profumo di olio a crudo mi inebriò e preso da raptus irrefrenabile l’accolsi nella mia bocca. Lo feci in maniera educata la tagliai con delicatezza a piccoli spicchi, come solo gli amanti premurosi sanno fare, con cura stando ben attento a non far cascare la mozzarella ed il pomodoro. Talmente leggiadra e rigonfia da essere quasi impalpabile in bocca. Un disco sottile, sottile, a ricordarmi la porcellana di fattura cinese. Equilibratamente sapida, ben bilanciata l’acidità del pomodoro con la mozzarella… extra ed a tratti una botta di sapore dato dall’olio a crudo e dal basilico fresco.

Me lo ricordo ancora la prima volta che la incontrai, un assolato Venerdì invernale di quelli che solo Napoli ti sa regalare.  Mi fermai davanti casa sua, c’era tanta gente in fila ed un serissimo attendente alla porta che prendeva i nominativi, di certo in una vita passata aveva fatto il carabiniere. Parlava solo se interrogato, non dava false speranze ed impettito svolgeva la sua funzione di bloccare i male intenzionati che volevano entrare senza rispettare la fila. L’attesa sembrò infinita, ma alla fine passarono solo 20 minuti, trascorsi in allegria scambiando due chiacchiere e osservando lo scorrere caotico della vita in via tribunali.

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Via Col Vento… Attenzione non fate questa ricetta!!!

Attenzione questa ricetta è potenzialmente dannosa provoca assuefazione e comporta dipendenza.

Via col Vento
Via col Vento

I via col vento ormai sono diventati un classico della pasticceria napoletana, li hanno inventati alla pasticceria Colmayer nel 1989 ed oggi sono uno dei dolci più apprezzati. Credo che il nomi derivi dal fatto che queste ciambelline sono leggerissime ed il vento potrebbe portarle via, ma secondo me dipende dal fatto che assaggiato uno non puoi fare a meno di mangiarne altri, insomma una tira l’altro. Questa ahime! non è la ricetta originale, non conosciamo il maestro Colmayer, ma qualcosa che si avvicina moltissimo frutto delle manine doro di mia moglie.

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Scorribande 2016… le Papille ricordano!!!

Spesso mi sono interrogato su quali sono gli elementi che fanno grande una pietanza. Ovviamente si parte dalla base, la materia eccellente, poi c’è la maestria nella preparazione e non ultimo la mise en plat.. ed il lavoro di ricerca, le tecniche di cottura, la progettazione, dove le mettiamo?
Ma come si costruisce un piatto, una pietanza che dir si voglia? L’idea in sé da dove nasce? Alcune volte, come ci insegna la storia, da un errore. Molte pietanze che oggi giorno consumiamo sono nate da errori, basti pensare alla famosa sfogliatella, alla tarte tatin, alla zuppa Inglese.  Continue reading “Scorribande 2016… le Papille ricordano!!!”

Napoli è cambiata!!! Guida ragionata e sragionata per emigranti… Nostalgia Canaglia!!!

Napoli…ora di pranzo, lungomare… piano lungo su castel dell’ovo ed il golfo. Un uomo, corredato di macchina fotografica e lonely planet, chiede una margherita. Pochi minuti e gli viene servita fumante. L’uomo,  irritato,  chiama il cameriere, facendo girare gli astanti. Il cameriere lo ascolta e lo invita a ripetere, perché non coglie a pieno cosa gli sta dicendo. Il turista, sempre più irritato, in un concitato inglese gli dice… più o meno “non è possibile che la pizza sia già pronta è passato troppo poco tempo” e pretende una nuova pizza, perchè quella servita è  vecchia o di qualcun altro!!!

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Sciardac…Tu vuò fa' l'americano!!!

Domenica, sole o come direbbe il protagonista della famosa canzone di Carosone, It’s a sunny sunday. I miei compagni di scorribande mi propongono Sciardac a Bacoli… io obbedisco,anche se ricordavo che fosse una bakery in stile americano da poco visitata dagli amici de allassaggio.itContinue reading “Sciardac…Tu vuò fa' l'americano!!!”

Mercato Centrale Roma… Capita!!!

Capita che sei dì passaggio nel Lazio, capita che ti ricordi che in settimana hanno aperto un nuovo posto dove ci sono tante cose buone e allora capita che fai una deviazione di 100 km per andare a toccare con mano se tutto quello che hai sentito e letto sia vero. Poco importa se devi affrontare il Grande Raccordo Anulare ed immergerti in quella gran bolgia di Roma. Poco importa se ti strombazzano dietro augurandoti li meglio morti!!! L’importante è capire bene cosa assagiare e trovare un trofeo da portare a casa… quindi via di filato al Mercato Centrale di Roma.

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Giacaranda…Il Cilento Racconta!!!

Il Cilento racconta tante storie. Narra di una natura incontaminata che sfocia nel blu del mare, di una terra aspra e dura da zappare, ma che dona frutti unici. Racconta di mani segnate dai calli, di muli sovraccarichi e di fazzoletti neri avvolti intorno ai capelli delle donne. Racconta dell’eterna lotta vissuta dai suoi abitanti… Con le sue contraddizioni, con il suo elogio alla lentezza, ma soprattutto, con i suoi segreti ben celati alla vista. Continue reading “Giacaranda…Il Cilento Racconta!!!”

Palazzo Seneca ed il suo Ristorante Vespasia … La Bella Vita!!!

Cosa è che vi fa sentire bene? Quale è il vostro concetto di “Bon Vivre” per dirla alla francese? O ancora, utilizzando un gergo in uso nel napoletano,  cosa è che vi fa “Pariare”?

Ognuno di noi ha una sua idea, una sua visione della “Bella Vita”, la ricerca del benessere, inteso come stare bene,  è un fattore comune a tutti. Gli uomini, in generale, hanno idealizzato  il benessere con il possesso, con il danaro, quello che veniva definito da San Francesco come lo “Sterco del Diavolo” … ma siamo certi che il benessere, “La Bella Vita” sia da accomunare solo e soltanto a questi 2 aspetti?

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La montanara… Oggi a otto!!!

Oggi a otto, era la litania che si sentiva risuonare per le strade di Napoli a significare che, anche se senza soldi, potevi mangiare una pizza fritta o una montanara, oggi per poi pagarla tra 8 giorni. Delle montanare se ne fa menzione a partire dalla fine del 1500, periodo in cui nacque il cibo da strada a Napoli. Figlia diretta della zeppola o pasta cresciuta, non è chiaro il nome da cosa abbia avuto origine, molto probabilmente dall’usanza dei montanari di cibarsi di pane molto unto, condito con salsa di pomodoro.

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