Giacaranda…Il Cilento Racconta!!!

Il Cilento racconta tante storie. Narra di una natura incontaminata che sfocia nel blu del mare, di una terra aspra e dura da zappare, ma che dona frutti unici. Racconta di mani segnate dai calli, di muli sovraccarichi e di fazzoletti neri avvolti intorno ai capelli delle donne. Racconta dell’eterna lotta vissuta dai suoi abitanti… Con le sue contraddizioni, con il suo elogio alla lentezza, ma soprattutto, con i suoi segreti ben celati alla vista.Giacaranda e la signora Luisa, anima ed anfitrione di questo gioiello unico, sono uno di questi. La Giacaranda è un albero con foglie sottili e lunghe, che produce dei fiori di un blu intenso e dal legno durissimo e pregiato, che chissà perché, viene chiamato palissandro. In questo caso dà il nome ad un b&b a ridosso della famosa Santa Maria di Castellabate in contrada Cenito e, secondo il mio parere, nessun altro albero poteva rappresentarlo meglio.  La signora Luisa, ci ha scritto anche un libro, “All’ombra della Giacaranda”, in cui racconta del Cilento che fu, delle sue bellezze, dei suoi personaggi e del suo essere.

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Le alici con provola su foglia di Limone

Ma il racconto che a me piace ascoltare è quello che ci declama ogni volta che si ha la fortuna di poter godere del “lusso” di pranzare da lei. Si mangia in una veranda arredata nei toni del blu e del bianco a richiamare i fiori dell’ormai famoso albero. Un unico grosso tavolo, per facilitare la convivialità,  attorniato da comode poltroncine e coperto da un bel tovagliato, posateria d’argento e ceramiche di Vietri.

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Acqua e Sale

Il pranzo è di quelli sostanziosi, studiato per rispettare a pieno i dettami della famosa dieta mediterranea con tante portate e porzioni più che abbondanti. Si inizia con una serie di antipasti che sfruttano la ricchezza del Cilento, a volte serviti nella più classica delle maniere a volte rimaneggiati a formare qualcosa di inusuale e nuovo, come per esempio “l’acqua e sale”, una sorta di panzanella servita come se fosse uno sformato…. ma altro non è che pane cafone condito del loro buon olio, pomodorini confit, acciughe e capperi. Il pane è la nuova creatura di Vannulo, i pomodorini quelli dell’orto e le alici chiaramente di Menaica.

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La bruschetta con spigola e finocchietto e l’insalata di arance

Oppure ancora un crostino servito con un filetto di triglia prima marinato in olio e poi scottato leggermente e finito con qualche seme di finocchietto e di lato una insalata di finocchi ed arancia.

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La montanara

Ed ancora la mozzarella di bufala, una millefoglie di alici con al centro delle zucchine, la montanara fritta, gli involtini di melanzane e di zucchine, insomma quanto di meglio l’orto possa offrire in questa domenica di fine estate.

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La zuppa di pesce

Come nei più classici dei pranzi, a seguire, ci viene servita una zuppa di pesce senza spine, con vongole, cozze, gamberi, polpo e calamaretti, che in fondo alla scodella nasconde un segreto, un insolito quanto goloso pezzo di salsiccia essiccata, che dona carattere e se possibile ancora più sapore.

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Gli spaghetti alici e pinoli

Ma la star, sono di certo, gli spaghetti con alici, pinoli e mandorle, buonissimi come solo le cose semplici possono essere, particolarmente graditi per la cottura perfetta.

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Pre dessert, ricotta e basilico

Tra i dolci, tutti degni di nota, un predessert fatto da una quenelle di ricotta e basilico, leggermente dolce, con un chutney di susine. Un soufflé al cioccolato, una buonissima crema pasticciera ed un fine pasto insolito, come mai assaggiato prima.

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Cioccolata e panna

Lo chiamano ratafia, ma non ha nulla a che fare con quello abruzzese, vino liquoroso al sapore di ciliegia, questo è composto da un infuso di alcool, scorze d’arancia, zucchero e caffè… faccio il bis e mi godo la calma e la frescura di questa domenica di fine estate all’ombra della giacaranda.

Indirizzo: Contrada Cenito, 84048 San Marco di Castellabate SA

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