Masseria Guida …’O Piennolo!!!

‘O Piennolo del Vesuvio è uno dei simboli di Napoli, per la sua bontà, facilità d’utilizzo e reperibilità durante tutti e 12 i mesi dell’anno,  da centinaia di anni, ha guadagnato il cuore dei napoletani ed un posto sul presepe.

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Il pomodorino del piennolo viene coltivato sulle pendici del Vesuvio, i contadini nel corso degli anni ne hanno selezionato maniacalmente i diversi cultivar e biotipi. L’unicità sta nel fatto che le scocche o ciocche, di varietà diverse di pomodori,  vengono legate tra di loro a formare un unico corpo…il famoso piennolo. Masseria Guida è proprio questo una commistione di elementi disgiunti: l’orto, l’arte, la tradizione e questi uniti a grappolo formano un prodotto degno di nota.

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Il ristorante si trova alle Pendici del Vesuvio abbarbicato su un fianco dello “sterminator Vesevo”. Parcheggi ed in pochi passi raggiungi il loro orto attraversando un ponticello sospeso su uno degli antichi canaloni che servivano al fluire delle acque in tempi remoti.

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L’orto è ben curato e vi accoglie con quello che sono i simboli del Vesuvio, i pomodorini sia gialli che rossi, diversi alberi delle famose crisommole e poco più in sù si staglia la Masseria Guida. Lungo il vialetto degli arredi, che poi ho scoperto essere opere d’arte, molto simpatici, sono di un artista napoletano che riadatta oggetti di uso quotidiano. In questo caso delle carriole si trasformano in colorate poltrone. Camminando tra i piccoli appezzamenti di erbe aromatiche ed ortaggi di stagione, un’altra installazione, un bellissimo cavalluccio a dondolo di 2 metri ed oltre.

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Ci accomodiamo nella bella sala, la ristrutturazione è stata fatta senza stravolgere l’essenza dell’edificio originale, mettendo in risalto il bellissimo soffitto a volta in pietra, il portone d’ingresso, il vecchio è imponente torchio…c’è persino un pozzo artesiano!!!

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Le sale sono intime e curate ed al piano di sotto c’è una interessante cantina con il soffitto in vetro che lascia intravedere le centinaia di bottiglie presenti sugli scaffali.

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Il menù è vario, con portate sia di mare che di terra ed i piatti incuriosiscono. Dall’entrè servita si inizia a capire il tipo di cucina che ci attende, innovativa ma molto legata alla tradizione ed al territorio.

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Una frolla salata con ricotta di fuscella e provola, a farle compagnia un pomodorino del loro orto, il controsto che ne risulta tra il sapido ed il dolce della pasta frolla e della ricotta è interessante.

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Nel menù ci sono le capesante e non possiamo esimerci da ordinarle, rappresentano uno dei miei pallini gastronomici e  la descrizione del piatto mi incuriosisce non poco.

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Capesante alla carbonara e crema di broccolo romano, buona la cottura, ottimo l’accostamento con lo zabaione.  La nota croccante del guanciale, la frescezza del cavolo e la sapidità del pecorino e del fagiolino di mare appena accennata costruiscono un ottimo piatto.

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Continuiamo con un secondo antipasto espressione della loro essenza con tutti ingredienti provenienti dall’orto che circonda la masseria.

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Una lavagna sulla quale stanno scrivendo giorno dopo giorno la loro storia: al centro i pomodori ed alcuni ortaggi di loro produzione, ai lati una serie di piatti tradizionali molto ben eseguiti.

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Fiorilli ripieni di ricotta, parmigianina di melanzane, fuori croccante e morbida da sciogliersi in bocca dentro.

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ed infine il peperone ripieno ed una gustosa crocchetta di patate.

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Le star restano, in ogni caso, i loro ortaggi, cotti in maniera da esaltarne il sapore e la freschezza.

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Il primo è un raviolo ripieno di parmigiana, la pasta ha un bel colore verde acceso perchè fatta utilizzando il profumatissimo basilico, a copertura  una fonduta di fiordilatte abbrustolita .

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La salsa di pomodoro utilizzata è molto dolce e poco acida, non mi sono potuto esimere dal dal fare la scarpetta…secondo me è il miglior complimento che possa ricevere un cuoco!!!

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I piatti classici e gli ingredienti sono il loro cavallo di battaglia, l’ho capito subito da come si leccava i baffi mio figlio mentre gustava i suoi candellotti alla genovese.

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I dolci freschi, estivi,  molto equilibrati nei sapori, mi sarei aspettato almeno una nota di testa a caratterizzarli, ma nel complesso non male. Yogurt,  more e sorbetto al  limone.

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Cremoso al cioccolato, cannella ed arancia.

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In definitiva una bella esperienza dove elementi della tradizione come la cucina, il luogo, l’orto ben si amalgamano alla moderna ristrutturazione della masseria, agli accostamenti innovativi nei piatti, alla freschezza dei giovani proprietari ed al garbo dei camerieri di sala.

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