50 Kalò …lo stomaco!!!

La fama  di una pizzeria si misura da quanto è lunga la fila fuori. Se in voga lo sai da tutti i selfie che pubblicano i pizzaioli con vip, calciatori e veline di turno…inclusi i vari gastrofighetti. Io invece ho un metodo infallibile mi affido al mio stomaco in quanto la bravura di un pizzaiolo è direttamente proporzionale alla digeribilità del suo impasto e quando ti alzi dal tavolo ne mangeresti ancora un’altra sai che il posto è quello giusto. Se a questo aggiungiamo altri particolari come: la lunghezza della carta delle birre e dei vini;  una selezione maniacale degli ingredienti utilizzati…signori questo è il posto giusto per voi. Non vi resta che attendere buoni buoni che si liberi un tavolo ed entrare… Ma io stasera sono fortunato c’è la mia amica di Yelp Rosita che ha pensato a tutto e l’attesa è brevissima. Entrati ti ritrovi subito di fronte al bancone dove vengono preparate le famose pizze.

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Locanda le Tre Sorelle….la reminescenza!!!

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Percorrendo la strada che mi porta alla Locanda le tre sorelle ritorno a quando ero bambino. Mio padre alla guida della sua simca 1000 arancione si inerpicava per le viuzze tortuose che portavano a Casalvelino da Castellabate passando per Acciaroli  per poi giungere a Pioppi. Puntualmente raccontava che giovanotto col padre e la madre si avventuravano su quelle strade ed il nonno, seduto sul sedile del passeggero con l’immancabile coppola, prendeva il fucile e lo teneva stretto tra le gambe pronto a sparare perchè quella era terra di briganti e non si poteva mai sapere cosa ti si parasse davanti. Ed io bambino, tutte le volte, che sentivo questo racconto sorridevo pensando al nonno…. ed oggi continuo a farlo pensando a mio padre e mio nonno. Qualche anno dopo giovanotto anche io accompagnavo dei miei prozii che,  puntualmente, ogni settembre scendevano dal nord con una malandata 128 per andare in quei luoghi. Ricordo ancora il pacchetto di marlboro, con l’ultima sigaretta ingiallita dal tempo, posto sul cruscotto a monito che da tempo aveva smesso di fumare. Durante le ore che ci volevano per arrivare pensavo ma chi glielo fa fare di affrontare tante ore di macchina per venire fino a qui… ma poi il mare, immenso, blu, la brezza fresca ed il profumo delle ginestre mi fornivano la risposta.

Oggi come allora percorrendo, adesso, la cilentana penso a quei tempi, in cui alle 4 del mattino mio zio batteva piano alle imposte della finestra per non svegliare gli altri ed io già sveglio da tempo balzavo giù dal letto per andare a pescare. Ci recavamo sul molo antistante il porto di Casalvelino e li mettevamo le nasse per i gamberetti e tenevamo da parte le lenze per le murene … che non si sa mai!!!

In tarda mattinata tornavamo a casa con il bottino di gamberetti di nassa che saltavano nel secchio per poi divorarli a pranzo.  Tutto questo preambolo per dirvi che questi sono stati i gamberi che ci sono stati serviti alla Locanda le tre Sorelle una sera di Luglio a cena. Gamberi di nassa freschissimi in un bignè salato ripieno di ricotta e zest di limone.

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Ed un sorriso si dipinse sulla mia faccia per aver ritrovato quei sapori andati da molto tempo e quindi fu facile anche decidere cosa prendere per antipasto.

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Patate lesse, alici di menaica sabbiate, gamberi rossi di nassa ed a finire zest di limone, un piatto epico per la materia prima utilizzata e la commistione di sapori. L’amido della patata, unita alla croccante sapidità delle alici, la dolcezza dei gamberi e la nota agrodolce dello zest di limone.

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Per primo optiamo per le tagliatelle di farro, alici di menaica, pomodorino giallo e cacioricotta cilentana. Anche qui grande materia prima e sapori decisi di mare a coprire il cacioricotta ed il pomodorino giallo.

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La locanda è molto bella con un patio rivestito in cotto che affaccia sulla splendida valle e la infinity pool. La definirei un luogo intimo che i proprietari custodiscono con gelosia. Noi abbiamo avuto anche la fortuna di soggiornarci nel fine settimana visto che mettono a disposizione alcuni appartamenti.

Da segnalare la carta dei vini con proposte del territorio. Qui per la prima volta ho potuto assaggiare uno dei fiano che mi sono piaciuti di più nell’ultimo decennio …. e dire che ne ho assaggiati tanti :D.

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Naturalmente parlo del Tresinus della Agricola San Giovanni, un fiano potentissimo, stranamente sapido e da marcati sentori di affumicato, almeno quello del 2013 che, ahimè,  ormai è introvabile.

In definitiva una locanda elegante dove lasciarsi andare alla reminescenza dei tempi che furono facendosi coccolare dalla brezza marina che sale fin su a Casalvelino città e dall’ottima cucina con prodotti locali freschissimi.

Due Cannoni … Fate i ravioli non … la Guerra !!!

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A distanza di un anno siamo ritornati a trovare quel mio collega che ogni giorno si fa 240 km per venire al lavoro ed io tutte le volte lo guardo e gli domando … ma perchè !!!! E lui con la sua faccia serafica puntualmente mi risponde, perchè la sera quando torno a casa mi sento in pace!!!!  Anche questa volta, l’occasione è stata un pranzo in un ristorante della zona “Due Cannoni” ed una splendida passeggiata all’oasi della caccia presso Senerchia, per preparare la pancia 🙂 . La prima volta che mi ha proposto la cosa ho risposto … ” SE… che!!!”.  Da tempo parlavamo di un incontro conviviale tra colleghi e noi topi di città e svegliati all’alba di un sabato mattina di un settembre afoso come non mai ed abbiamo percorso questi famosi 240 km per godere di uno spicchio di pace!!! Leggi tutto “Due Cannoni … Fate i ravioli non … la Guerra !!!”