Antica Osteria Nonna Rosa… la delicatezza!!!

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L’inverno sembra non sparire più e finalmente oggi ha smesso di piovere dopo molti giorni, ed a me ed alla famiglia andava di festeggiare, adeguatamente, il pallido sole invernale che ha fatto capolino questa domenica.

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Direzione costiera dove il cielo ed il mare si perdono nell’infinito, ma presto li abbandoniamo per inoltrarci verso una frazione di Vico dove c’è l’antica osteria Nonna Rosa dello Chef Peppe Guida.  Si stenta a credere che il locale sia nato come pizzeria e ristorazione d’asporto, arroccato su delle scalette, sito in una vecchia dimora settecentesca ed arredato con gusto ed eleganza, colpisce per il suo ingresso ed i suoi soffitti alti. 

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Dalla biografia sul sito si legge dello chef “Tenacia, umiltà, ma soprattutto Passione” ed io aggiungerei la delicatezza è questo che traspare dalla sua cucina, ad iniziare dall’antipasto, provolone del monaco in 4 consistenze, sottotitolo omaggio a Bottura…. lui lo fa con il parmigiano.

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Abbiamo la cialda croccante, la spuma profumata, la crema fredda ed il soufflè caldo. Piatto fatto da un unico ingrediente il mitico provolone del monaco. Colpisce per i sapori decisi ma allo stesso tempo delicati.

Il rispetto per gli ingredienti e la tradizione culinaria familiare emergono non solo dal nome del ristorante ma anche dal piatto scelto da mio figlio le polpette col sugo.

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Mentre Giulio si lecca i baffi con le sue polpette noi scegliamo un primo, per me spaghetti, alici e peperoni dolci, che mi colpiscono per la cremosità e la sapidità.

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Rossella, invece, non sa resistere al richiamo del tartufo e sceglie dei nastri cacio e pepe rifiniti con tartufo in pezzi che dona non solo il tipico aroma ma anche una sorta di curiosa croccantezza.

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A seguire chiediamo il dessert e ci viene servito un sorbetto alla mela verde molto fresco e delicato che fa da preludio al golosissimo dolce.

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Ne scegliamo 2 differenti un Perfetto alle mandorle

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ed un golosissimo “Come una Santa Rosa”, cialda croccante con in mezzo crema pasticciera, amarene sciroppate, rifinito con uno zest di limone candito. A lato un gelato di ricotta su letto di amaretto sbriciolato. Uno dei dolci più buoni assaggiati nell’ultimo decennio :D.

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Dalla sala ci avvertono, non andate via che stanno arrivando le nostre zeppole zucchero e cannella… ed io, non trattenendomi esclamo…”AH!!! ho letto di queste proprio in settimana, sono ritenute tra le migliori in Campania!!!” e la signora compiaciuta ne porta 3.

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Che dire, morbidissime e particolari per l’aroma di cannella e ci alziamo felici e contenti dopo un caffè servito nelle tipiche tazzine di Vietri.

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E mentre lo sorseggio penso che una delle prossime scorribande sarà nel loro nuovo locale di Napoli, Meatin dove servono il delicato sorrentino.

Dimenticavo se volete approfondire il discorso delle Graffe la classifica completa la trovate qui:

http://www.agrodolce.it/2015/01/29/dove-mangiare-le-graffe-a-napoli-e-provincia/

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